Ammolla gli anacardi
Metti gli anacardi in una ciotola e coprili con acqua molto calda. Lasciali in ammollo per almeno 30 minuti: questo facilita la cremosità quando li frulli.
Ricetta provata in cucina da Marta Salvi, pubblicata in data 07 settembre 2026.

Questa versione della cacio e pepe mantiene l'anima grintosa del piatto romano: pepe nero abbondante e una salsa cremosa che avvolge la pasta. La consistenza è vellutata ma non eccessivamente oleosa, perfetta per chi cerca un piatto confortante e immediato.
Gustala tiepida, appena mantecata: il contrasto tra il calore della pasta e il profumo tostato del pepe fa emergere sapori decisi. È ideale per una cena informale, ma può facilmente trasformarsi in un piatto da serata speciale con una presentazione curata.
Spaghetti, 320 grammi
Sale, q.b.
Acqua di cottura, q.b. (tieni da parte prima di scolare)
Anacardi, 120 grammi (ammollare in acqua calda)
Acqua, 200 ml (per frullare la crema)
Olio extravergine di oliva, 15 ml
Amido di mais, 5 grammi (aiuta a stabilizzare la crema)
Pepe nero in grani, 10 grammi (da tostare e macinare fresco)
Sale fino, q.b.
Metti gli anacardi in una ciotola e coprili con acqua molto calda. Lasciali in ammollo per almeno 30 minuti: questo facilita la cremosità quando li frulli.
Scalda una padella antiaderente e tosta i grani di pepe nero per 1–2 minuti a fuoco medio, muovendo continuamente. Poi macinali grossolanamente al momento con un mortaio o un macinapepe.
Scola gli anacardi ammollati e frullali con acqua tiepida, un filo d'olio evo, un pizzico di sale e, se vuoi, qualche goccia di succo di limone. Frulla fino a ottenere una crema liscia e omogenea.
Porta a bollore abbondante acqua salata e cuoci gli spaghetti al dente. Tieni da parte una tazza di acqua di cottura prima di scolare.
Rimetti gli spaghetti nella pentola calda, aggiungi la crema di anacardi, una parte dell'acqua di cottura e il pepe macinato. Mescola energicamente fuori dal fuoco finché la salsa non diventa setosa e avvolge ogni filo.
Se la salsa è troppo densa aggiungi altra acqua di cottura calda a piccoli sorsi, mescolando fino alla consistenza desiderata. Servi subito con una generosa macinata di pepe sopra.
Per una crema più liscia frulla gli anacardi molto bene e aggiungi acqua a poco a poco. Usa sempre acqua di cottura della pasta per emulsionare: l'amido aiuta a legare la salsa. Se vuoi una versione senza frutta a guscio sostituisci gli anacardi con semi di girasole precedentemente scottati e frullati, regolando i liquidi.
Conserva la salsa di anacardi in frigorifero in un contenitore ermetico fino a 48 ore. La pasta è migliore consumata al momento; se avanza, conserva pasta e salsa separatamente in frigorifero e riuniscile solo al momento di riscaldare.
La cacio e pepe è un piatto nato nella tradizione dei pastori laziali, semplice e basato su pochi ingredienti facilmente trasportabili e durevoli: pecorino, pepe e pasta.
La cacio e pepe è uno dei simboli della cucina romana: nasce come piatto povero e pratico dei pastori, a base di pochi ingredienti ben bilanciati. Nella Capitale è considerata quasi un rito, con tecniche precise per ottenere la giusta cremosità senza grumi. Questa rivisitazione mantiene l'essenza—pepe abbondante e una salsa avvolgente—portando però un approccio contemporaneo agli ingredienti.
Accompagna il piatto con un vino bianco secco e aromatico oppure con un rosato giovane che bilanci il pepe. Servi in piatti caldi per mantenere la salsa fluida e guarnisci con una macinata fresca di pepe al momento.
Puoi sperimentare con formati di pasta corti o integrali: la tecnica di mantecatura rimane la stessa. Per un sapore più intenso aggiungi un cucchiaino di capperi dissalati tritati finemente o un pizzico di curcuma per colore.
Un buon frullatore ad alta velocità facilita la crema di anacardi, mentre un mortaio o un macinapepe permette di ottenere una macinatura del pepe più fragrante rispetto al macinino elettrico.
Ammolla gli anacardi in acqua calda per almeno 30 minuti, scola e frulla con acqua tiepida, olio e un pizzico di sale. Frulla a impulsi e aggiungi liquido a piccoli sorsi finché la crema non è perfettamente liscia. Se il frullatore fatica, prolunga l'ammollo o usa un robot più potente.
La grumosità spesso nasce da troppa crema fredda o da mancata emulsionatura. Usa acqua di cottura calda e lavora la mantecatura fuori dal fuoco con movimenti rapidi. Aggiungi acqua di cottura un poco alla volta per ottenere una salsa setosa.
Tosta i grani in padella a fuoco medio per 1–2 minuti fino a quando iniziano a scaldarsi e sprigionare profumo, muovendoli continuamente. Macinali solo poco prima di usarli per mantenere gli oli essenziali.
Sì: mandorle pelate o anacardi sono ottime, ma richiedono ammollo più lungo e un frullaggio energico. Se vuoi evitare frutta a guscio prova i semi di girasole tostati, regolando poi quantità di liquido.
Riscalda la salsa separatamente aggiungendo un po' d'acqua di cottura calda, quindi unisci la pasta e manteca brevemente a fuoco basso. Evita il microonde diretto sulla pasta con la salsa, rischia di farla seccare o separare.